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| Andare in casa della Juve (dove il Bologna non vince dal 1980) proprio mentre in città si discute più dell'influenza di Moggi in società che della vittoria scacciacrisi contro il Livorno. "Noi non siamo amici di Moggi" e "Menarini pagliaccio" sono stati i cori l'altra sera in curva dopo che in società sono arrivati Francesco Maglione (del quale molti hanno ricordato la vicinanza a Moggi) come team manager e Davide Anelli (ex Juve) dirigente addetto al marketing. E la stampa ha fatto notare notare l'anomala coabitazione tra il ds Fabrizio Salvatori e Maglione. Dei consigli (o qualcosa di più) di Moggi al Bologna si parla da mesi ma Renzo Menarini ha ribadito più volte che lui con l'ex dirigente della Juve continuerà a parlare. E oggi ha fatto diffondere una nota per sottolineare la fiducia ai componenti vecchi e nuovi dello staff. Per il calcio giocato ha invece parlato Marcelo Zalayeta, che ha definito quella di domenica una "partita speciale contro la squadra in cui sono stato per tanti anni e che mi ha dato tanto. Non è la prima volta dopo essere andato via, ma ha sempre un sapore particolare per me. In quel periodo alla Juve c'erano attaccanti fortissimi davanti a me, campioni che ancora adesso fanno la differenza: è chiaro che uno vorrebbe sempre giocare, ma non ho proprio nulla su cui recriminare, sono grato per la carriera che ho fatto alla Juventus. Il mio gol più importante dicono tutti che sia quello al Barcellona in Champions League, ma io ho gioito ancora di più quando ho segnato al Real Madrid". E ha rivendicato il valore della nuova coppia d'attacco al Bologna, quella con Di Vaio, che fu bianconero anche lui: "Non penso sia stato un caso essere alla Juventus: non lo è per nessuno. E la fiducia della società e degli allenatori nei nostri confronti c'é stata. Penso che siamo una coppia ben assortita: Di Vaio è più veloce e punta di più la porta, io lo facilito a trovare gli spazi partendo da più indietro. Col passare delle partite avremo più confidenza e ci sapremo cercare meglio". |
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